Alto, l’applicazione per poter comunicare con i vostri più cari amici quando si trovano vicino a voi

JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui ogni settimana sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. La campagna si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli e di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo.            

Molti di questi young entrepreneurs hanno partecipato all’omonimo evento, tenutosi il 5 maggio 2014 all’Università Bocconi e organizzato da JEME, che aveva l’obiettivo di mettere in contatto i più importanti attori di questo settore, come startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT.

Ecco l’esperienza di Michele Scaglione e Claudio Di Giovanni, ideatori dell’applicazione Alto, che sta lanciando la propria campagna di crowd-funding ed è un utile strumento per scoprire quando i nostri amici più stretti si trovano nelle vicinanze e poter istantaneamente comunicare con loro.

Avete partecipato all’evento Young Entrepreneurs. Come vi è sembrato? E’ stato utile? Che suggerimenti vi sentite di dare per migliorare ancora le future edizioni?

M&C: l’evento è stato molto ben organizzato. Gli speaker hanno espresso concetti molto importanti e ci hanno dato grande motivazione. L’acquisizione di nuovi contatti nell’occasione è stato sicuramente un aspetto importante, speriamo siano utili in futuro! Se potessi dare un suggerimento per ancora migliorare l’esperienza, si potrebbe pensare di introdurre dei cartellini distintivi per permettere di capire fin da subito chi sia lo startupper e chi l’investitore. Così facendo sarà possibile velocizzare e rendere più mirato il networking, scopo principale durante queste manifestazioni.

Chi avete incontrato all’evento? Pensate sia stata una buona opportunità per instaurare rapporti e collaborazioni?

M&C: tra i molti investitori, non si può non citare in particolare Blackwolf, con lui abbiamo avuto contatti per un lungo periodo. Sia per impegni nostri che suoi tale relazione si è affievolita recentemente, ma è stata un ottimo punto di partenza. Altre figure che vorremmo menzionare sono un Fondo di Investimento di Napoli e Michele Padovani di iStarter, con cui siamo anche riusciti a stipulare un contratto.

Come avete avuto l’idea della vostra applicazione? Chi o che cosa vi hanno spinto a perseguirla?

C: conclusa la Bocconi, ho completato un master a Londra alla London School of Economics, ma da sempre coltivo una forte passione per l’entrepreneurship, tanto che una volta conclusi gli studi mi sono unito a Rocket Internet Asia, e assieme a loro ho avviato una prima mia Startup nel settore e-commerce. Tuttavia, ho continuato ad avere come mio obiettivo divenire imprenditore e riuscire a creare qualcosa da zero con le mie mani. Ci si rende presto conto che da soli ciò è praticamente impossibile, e perciò ho cercato un partner che condividesse le mie stesse ambizioni e progetti. Ho conosciuto Michele per la prima volta durante lo scambio alla San Diego University durante il programma Exchange, e ho constatato che anche lui ha uno spirito che tende ad andare in controtendenza, a pensare fuori dagli schemi della Bocconi. Lui aveva appena finito un’internship nell’investment banking, ma entrambi abbiamo deciso di mollare le nostre carriere e tornare a Milano dove, con pochi soldi e tanta motivazione, abbiamo iniziato a creare un nostro progetto. Tra le molte alternative che ci erano venute in mente è stato un evento fortuito a farci fare la scelta finale. Un giorno in Bocconi, infatti, abbiamo incontrato casualmente una nostra amica che lavora proprio a Milano, e ci siamo detti quanto sarebbe stata utile un’applicazione che ci avvertisse nel momento in cui i nostri amici più stretti sono nei paraggi. Molte opportunità di rinnovare vecchie e nuove amicizie potrebbero nascere così! Con questo obiettivo in testa, abbiamo confrontato potenziali concorrenti già presenti sul mercato e ci siamo resi conto che sebbene esistano applicazioni che ti permettono di sapere cosa accade attorno a te, nessuna si focalizza in maniera marcata su quelli che definirei amici veri (quelli con cui si hanno contatti più recenti ad esempio). Elemento distintivo di questa nostra applicazione sarà inoltre il livello di privacy che garantiamo agli utilizzatori, evitando di utilizzare ad esempio la geo-localizzazione degli altri utilizzatori tramite mappe. Il problema decisivo è stata la definizione di amico vero che abbiamo prima menzionato. Utilizzare la lista dei contatti di Facebook, la prassi al momento più diffusa, avrebbe portato a ricevere contatti anche da chi non si conosce poi così bene. Per ovviare a tutto ciò solo, sfrutteremo la rubrica telefonica, dando priorità a coloro con cui gli scambi di messaggi e telefonate sono più intensi. Considerate tutte queste caratteristiche, il segmento target naturale per la nostra “creazione” saranno gli utilizzatori di Smartphone con età compresa tra i 15 e 25 anni. Avendo creduto subito nel progetto, ci siamo messi al lavoro, prima a Milano dove abbiamo creato un team con altri due grafici ed un developer, ma subito dopo ci siamo spostati a Londra (dove la nostra compagnia è stata fondata), dato che il clima che gli startupper respirano in Inghilterra è molto più positivo che nel nostro paese.

Quali sono i traguardi più importanti che avete raggiunto? E quali volete raggiungere?

M&C: il traguardo più grosso è sicuramente l’aver creato un prodotto con un investimento iniziale trascurabile. Convincere inoltre le persone a lavorare con noi senza un compenso nell’immediato è certamente stata un’altra sfida complicata. Direi che siamo stati bravi a trasmettere loro la nostra “vision”, e ciò li ha resi incredibilmente motivati. Creare un prodotto che ha ricevuto così tanti apprezzamenti nei moltissimi eventi a cui abbiamo partecipato ci ha resi davvero fieri del nostro operato. Riguardo a questo punto, siamo stati selezionati molte volte tramite concorsi aperti a tutti gli startupper per partecipare alle fiere e incontri più rinomati nel settore, come startup-fair e eventi sull’innovazione organizzati da Google e Facebook . Non sempre ad eventi simili si ottengono investimenti importanti, ma certamente rappresentano le basi necessarie per un potenziale futuro successo.

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Quali sono state le fasi che dall’idea hanno condotto al lancio?                                                  

M&C: il primo passo proprio per arrivare al lancio è un’idea solida alle spalle che porti però ad avere soprattutto un fine altrettanto determinato in mente. Come detto in precedenza, la creazione di un team è un elemento imprescindibile, dato che sarà grazie all’aiuto di tutti che si potrà giungere ad un prodotto finale competitivo. Nella fase post-lancio, trovare un investimento per andare avanti nello sviluppo è fondamentale, ed al momento noi siamo esattamente in questa delicata fase. Proprio in merito a questa questione, a breve online verrà lanciata una nostra campagna di crowd-funding, e speriamo davvero di avere un buon successo!

Quale bisogno dei clienti cercate di soddisfare con l’applicazione?                                                  

M&C: le persone a volte non comprendono nemmeno quanto avere e mantenere relazioni sociali, soprattutto al di fuori dei social network, sia importante nella propria vita, e questa applicazione mira proprio ad aiutare gli utenti sotto questo aspetto. Ad esempio, nel weekend camminiamo per Hyde Park ed il 90% delle volte ricevo notifiche da parte di persone che conosco e che si trovano nelle vicinanze. E’ bello perché fa sempre piacere incontrare vecchie conoscenze. In un certo senso noi puntiamo a creare un’emozione ogni qual volta l’utilizzatore sente il suono della nostra notifica, dato che sarà curioso di sapere chi mai potrebbe essere vicino a lui. Nel caso non potessero incontrarsi, è incluso un sistema di messaggistica e di chiamate direttamente nell’app, quindi abbiamo davvero pensato a tutto in questo caso.

Quali sono le più grandi difficoltà e sfide che avete affrontato?

M&C: il principale ostacolo sono ovviamente i pochi soldi con cui abbiamo iniziato ad operare. Senza questo elemento, motivare le persone a dedicarsi più tempo e passione possibile è indispensabile. Ci si deve arrangiare all’inizio e probabilmente se anche avessimo avuto un investimento di partenza non lo avremmo saputo valorizzare a dovere. Ora mi sento di dire che saremmo capaci di scelte più oculate, avendo un bagaglio di esperienza ed errori passati piuttosto consistente. Un’altra criticità dell’essere startupper è il mantenere uno stato mentale stabile nel tempo. Ci si trova spesso a chiedersi: è la strada giusta per noi? Quando arriveranno i risultati? Per le startup arrivano sempre dopo, a differenza di una carriera nel consulting o investment banking dove si guadagnano subito buoni stipendi. Ogni giorno si deve lottare per mantenere l’obiettivo a fuoco. Comunque sia, le sfide ci motivano, si lavora con passione e ci si reinventa in tutti i ruoli possibili quando necessario dato che non si può assumere personale per ogni ruolo. Se qualcuno crea una startup ha sempre un sogno grandissimo alle spalle capace anche di fargli superare le situazioni più complesse.

Quali sono le tre cose che uno startupper deve assolutamente avere?                                          

M&C: per prima cosa non si deve mai, per nessun motivo, essere da soli. La figura del co-founder è imprescindibile, dato che come ho detto precedentemente aiuta a mantenere stabilità mentale nei momenti bui e permette di motivarsi a vicenda. Inoltre non può mancare una grande dose di determinazione e perseveranza per non farsi abbattere alla prima difficoltà. Da ultimo deve esserci un vero e proprio spirito da startupper dentro colui che vuole lanciarsi in questa nuova avventura, altrimenti difficilmente si farà molta strada.

Avete 3 consigli da dare ad un giovane imprenditore che vuole avviare un’attività?              

M&C: dopo averci pensato molto bene, una preventiva analisi di mercato è basilare. Non si vuole tentare dove altri hanno già fallito oppure in un settore dove il servizio che proponiamo già è fornito da altri. Idealmente, la propria idea dovrebbe essere la prima e la migliore. Seconda cosa è sapersi circondare da persone che sappiano motivarsi a vicenda, e in questo a Londra c’è un ambiente davvero propizio. Eviteremmo infatti di avviare una startup in Italia purtroppo, almeno per ora. La gente è ancora troppo piena di pregiudizi e probabilmente il progetto che si andrebbe a proporre non verrebbe apprezzato appieno (soprattutto in fase di ricerca di investitori). In conclusione diremmo che fondare una startup è un’avventura, e quindi come tale bisogna godersela!

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