Antivirus: un “salvagente” per la navigazione web

Ormai da molti anni la tecnologia fa parte della vita di ciascuno di noi e da altrettanto tempo è sorto il problema di come proteggere le informazioni personali all’interno dei PC e quelle raccolte nei database o in reti di computer. Virus, spyware, malware sono ormai termini di uso comune…ma cosa sanno veramente gli utilizzatori del web di queste minacce e delle possibili soluzioni?

Per combattere possibili violazioni della privacy e perdite di dati la strategia chiave è quella dell’antivirus, software che permette al sistema di proteggersi preventivamente.

È però importante, sia per imprese che persone fisiche, scegliere accuratamente il proprio antivirus, cercando un giusto compromesso tra costo e prestazioni.

Per comprendere meglio in quale misura vi sia consapevolezza su questo strumento, JEME Bocconi ha svolto un’analisi di percezione degli antivirus su un campione compreso tra 18 e 65 anni.

Fin dalle prime domande, è chiaro che già a livello terminologico i soggetti non hanno una forte consapevolezza del settore. Infatti, meno del 45% degli intervistati conosce la differenza tra “antivirus” e “internet security”.  Per quanto riguarda la percezione dell’efficacia degli antivirus e la scelta personale degli stessi emergono altre incongruenze, che evidenziano che la conoscenza degli antivirus è molto marginale.

In quest’ambito apparentemente scontato ma in realtà in gran parte sconosciuto, come vengono acquistati gli antivirus? Il processo di acquisto inizia prevalentemente con il passaparola tra amici mentre né riviste specializzate, né l’ambiente universitario costituiscono strumenti di conoscenza rilevanti.  Sono invece fonte preziosa di informazioni opinioni di esperti online su siti e blog.

Giocano anche un ruolo rilevante l’impatto del software sulla memoria del PC, il prezzo (visto come specchio di alta qualità), insieme alla notorietà del marchio.

Come approcciare questo mercato?

Probabilmente un marketing più orientato a far conoscere il prodotto e ad esaltarne le performance rispetto ai competitor potrebbe essere la chiave, insieme alla fornitura di versioni gratuite temporanee o seguendo un modello “freemium”, per poter raggiungere un bacino di consumatori più ampio. Anche alcune partnership con università per la diffusione di antivirus e la loro conoscenza potrebbe rappresentare un’ottima strategia.

A questo punto ci si può chiedere se un business nel mercato degli antivirus abbia prospettive e sia sostenibile. È vero che il trend più rilevante del mercato è quello di affidarsi ad antivirus open-source gratuiti, ma ciò non significa che non ci siano prospettive di business nel settore. Infatti, con una crescita annuale di 13.4% nel periodo 2012-2016, sta crescendo la domanda per pacchetti antivirus mobili. Terra fertile per gli startupper dell’hi-tech…

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