screen_shot_2016-10-09_at_18

E-Commerce in Italia 

Di fronte ad un inarrestabile sviluppo nel mondo dell’e-commerce, anche in Italia, anno dopo anno, il commercio elettronico ha subito un notevole sviluppo. Cosicché, nonostante i consumatori italiani siano ancora legati ad un comportamento di acquisto tradizionale, continuando a preferire i retailer fisici, anche in Italia il commercio elettronico appare in forte crescita.

Un simile trend si giustifica grazie al maggior numero di individui che hanno ormai accesso alla rete Internet attraverso la diffusione di dispositivi mobili e App che rendono l’accesso ai siti di e-commerce più facile e veloce, ma anche grazie alla comprensione e alla maggiore consapevolezza da parte delle aziende italiane dei vantaggi economici che questo nuovo modello di business può procurare in termini  di allargamento del proprio mercato  di  riferimento facendo conoscere la propria offerta in mercati ancora inesplorati, ovvero internazionalizzandosi tramite l’e-commerce.

Nel 2016, in Italia le imprese che usufruiscono di questa nuova tipologia di commercio sono circa 16 mila, e si conta che arriveranno ad essere 50 mila entro il 2025. Nonostante il numero così elevato, la distribuzione nel territorio di queste imprese è molto polarizzata, infatti si conta che circa un terzo di esse sia localizzato in due delle regioni più economicamente sviluppate: 3 mila in Lombardia e 1.840 nel Lazio. Nel mese di gennaio 2016 il numero di italiani che hanno avuto accesso ad internet si aggirava intorno ai 28,7 milioni collegati alla rete da ogni tipo di dispositivo, sia esso fisso o mobile. Di questi 28,7 milioni di utenti, circa il 75,8%, ovvero circa 21,8 milioni, ha visitato almeno un sito o applicazioni dedicate all’e-commerce (Audiweb, 2016).

La crescita del fatturato e-commerce inerente il comparto B2C registrato nel 2015 è un dato importante che aiuta a comprendere meglio l’importanza del fenomeno. Il valore delle vendite on-line effettuate esclusivamente da siti italiani nel 2015 si è attestato essere pari 16,6 miliardi di euro, con una crescita del 15,6% rispetto all’anno passato, allo stesso tempo, il valore delle vendite on-line generate oltre che da siti italiani, anche da siti di filiali italiane di gruppi multinazionali, tale valore si è attestato essere pari a 28,8 miliardi di dollari, con una crescita del 19% rispetto al 2014 (Casaleggio Associati, 2016). La crescita del fatturato dell’e-commerce in Italia, dopo aver subito un rallentamento nel 2013 e nel 2014, sta ora affrontando nuovamente una fase di più rapida crescita, dovuta probabilmente, come già detto, alla sempre più diffusa presenza di dispositivi mobili che rendono l’esperienza dell’acquisto tramite il canale dell’e-commerce più semplice e veloce, inducendo i consumatori finali ad incrementare il ricorso a questo canale di commercio ben diverso dai soliti canali tradizionali (Casaleggio e Associati, 2016).

La distribuzione del fatturato e-commerce tra i settori dell’economia italiana non risulta essere omogenea, al contrario, sono due i settori trainanti di questo risultato: il settore del tempo libero e quello del turismo, che partecipano al risultato totale rispettivamente per una quota del 47% e del 30%. A seguire, troviamo i commerciali on-line, con una quota dell’8% sul fatturato totale.  La performance evidenzia una rapida crescita (+140%) grazie all’intervento di player internazionali, come Amazon, eBay e, più di recente, Alibaba che fungono da piattaforme sulle quali le aziende possono collocare i più svariati prodotti dall’elettronica alla moda, dall’editoria all’alimentare, per poi rivenderli non solo in Italia, ma anche nei diversi mercati stranieri in cui questi player operano.

Nonostante la maggior parte delle aziende e-commerce italiane non usufruiscano ancora di piattaforme online per far conoscere i propri prodotti e incrementare le vendite, la percentuale di operatori che decide di approdare a queste piattaforme risulta in crescita. Si è registrato infatti che la percentuale di imprese italiane che fanno ricorso a questi player internazionali sia aumentato dal 33% del 2015, al 41% dei primi mesi del 2016, ad indicare dunque il forte interesse presente in Italia nei confronti di questi operatori e la volontà sempre maggiore di affidarsi ad essi (Casaleggio Associati, 2016). I punti di forza di questi grandi player internazionali risiedono sia nella loro capacità di fornire un servizio al cliente di elevata qualità, che incentiva a ripetere acquisti tramite questo nuovo modello di business, sia nella loro capacità di gestire in maniere efficace ed efficiente tutta la parte della logistica, dagli ordini alle spedizioni, offrendo soluzioni caratterizzate da elevati livelli di flessibilità in modo da agevolare questo tipo di esperienza per il consumatore stesso.

Nel corso degli ultimi anni sono state numerose le PMI italiane che hanno deciso di ricorrere al canale dell’e-commerce per allargare la propria attività. Dedicarsi ad un modello di business diverso da quello usuale implica infatti ingenti costi, che le imprese possono o meno essere disposte a sostenere. Gli investimenti in attività di marketing e promozioni sono generalmente quelli posti al primo posto dalla maggioranza delle imprese, seguiti da investimenti volti a migliorare l’esperienza del cliente sul sito web, incrementandone la soddisfazione in tutto il processo di acquisto, dalla ricerca di informazioni alla scelta del prodotto, dall’acquisto alla spedizione. Tuttavia, nonostante alcuni pionieri, ci sono ancora molti attori che risultano frenati verso questo modello di business, non solo per gli investimenti iniziali o per la mancanza di conoscenze necessarie per un buon avviamento del business, ma anche per il rischio di cannibalismo tra canali di vendita tradizionali e  vendite on-line.

Related Projects
Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt
0

Start typing and press Enter to search