Energiachiara.it, il primo comparatore di prezzi B2B nel settore dell’energia

JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui ogni settimana sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. La campagna si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli e di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo. Molti di questi young entrepreneurs hanno partecipato all’omonimo evento, tenutosi il 5 maggio 2014 all’Università Bocconi e organizzato da JEME, che aveva l’obiettivo di mettere in contatto i più importanti attori di questo settore, come startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT.

Ecco la testimonianza di Daniele Bruttini, fondatore del sito energiachiara.it, un comparatore di prezzi nel campo dell’energia, nonché imprenditore molto attivo nel mondo delle startup.

Hai partecipato all’evento Young Entrepreneurs? Come ti è sembrato? È stato utile?

L’evento è stato molto interessante, avrei voluto approfondire di più, poiché non sono riuscito a parteciparvi per tutta la sua durata, ma è stata sicuramente un’esperienza valida. Ho avuto possibilità di fare networking e conoscere persone che potranno essere sia un’ottima fonte di spunti, sia di contatti utili per il mondo del business.

Come hai avuto l’idea della tua startup? Cosa ti ha spinto a proseguirla?

Ho fondato Energiachiara con alcuni miei colleghi dell’università subito dopo la laurea, era appena stato liberalizzato il mercato dell’energia e quindi volevamo trovare un comparatore di prezzi efficace in questo nuovo campo. Il progetto si è evoluto per coprire un bisogno diverso: le aziende chiedevano consiglio per ottenere tariffe più vantaggiose, così ci siamo orientati verso il B2B, per offrire servizi di risparmio energetico alle piccole imprese. Inizialmente ho lavorato in Energiachiara in maniera operativa per circa dieci mesi, poi ho fatto esperienze lavorative, ma quasi subito sono tornato a immergermi nel mondo delle startup.

Avendo già un’attività parallela in una grande azienda, perché hai deciso di continuare a fare startup? Cosa ti ha spinto a portare avanti i due progetti?

So di avere attitudine a lavorare nel mondo dell’imprenditoria; la mia esperienza come consulente è stata formativa e mi ha dato molto, ma mi ha fatto capire che per me avere un impatto sul business è fondamentale. Per un po’ ho condotto le due attività in parallelo, ma ho deciso di lasciare la mia posizione in Zalando per fare imprenditore full time: tutto nasce dalla volontà di mettermi in gioco per fare crescere qualcosa di mio.

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Quali sono i traguardi più importanti che hai raggiunto? E quali vuoi raggiungere?

Sono soddisfatto dei traguardi raggiunti con Energiachiara.it e mi pongo gli stessi obiettivi con le altre startup. Principalmente il mio obiettivo non è la remunerazione effettiva, ma mettere in piedi qualcosa che da idea possa diventare azienda di successo, leader nel settore.

Quali sono state le tre fasi fondamentali che ti hanno condotto al lancio?

La prima fase è quella dell’idea e business model: capire cosa voglio fare, come, e di quali risorse ho bisogno. La seconda fase è cominciare a lavorare sul prodotto, nel nostro caso la piattaforma internet, che ci permetta di avere i primi clienti e allo stesso tempo testare il prodotto sul mercato per ricevere i primi feedback. Durante la terza fase, quella di fundraising, si cercano le risorse per far crescere il progetto.

Su quali altre startup ti stai concentrando?

Sto lavorando operativamente su altre startup, principalmente quattro che già esistono: Quomi.it, una piattaforma di food e-commerce dove non si vende il singolo prodotto bensì direttamente le ricette: è possibile infatti ordinare una ricetta e ricevere comodamente a casa un pacco con tutti gli ingredienti; la seconda è Fundingwonder.it, un portale di crowdfunding di debito, che stiamo lanciando in contemporanea tra Italia e Stati Uniti; c’è poi Anfoora.it, un marketplace per la compravendita di aziende; infine c’è Tinyshop.it, un sito che nasce con l’intento di permettere a tutti i piccoli o piccolissimi imprenditori che non possiedono particolari conoscenze in ambito informatico di dotarsi di un proprio sito di e-commerce ad un costo piuttosto marginale e allo stesso tempo per vendere i propri prodotti sulla piattaforma stessa, che diventa dunque un vero e proprio luogo di scambio. 

Quali nuove sfide stai affrontando con queste nuove startup all’interno dei mercati e quali sono i possibili scenari che potrebbero aprirsi? Come ti vorresti posizionare con queste tue nuove attività?

Essendo tutte startup in fase di lancio, la sfida principale è senza dubbio quella di riuscire a renderle aziende vere e proprie, che possano avere un ruolo importante sul mercato. Chiaramente tutte nascono con il target Italia, e il nostro obiettivo è quello di renderle quanto prima internazionali.

Quali sono le tre doti che uno startupper deve assolutamente avere?

Senza dubbio la tenacia, quindi la forza di volontà, nel non abbattersi e non buttarsi giù, soprattutto in fase iniziale quando sicuramente si presentano momenti difficili, momenti in cui può venire voglia di abbandonare. Tuttavia, proprio in quei momenti bisogna credere ancor di più nel progetto e avere la tenacia di andare avanti e superare le difficoltà; è poi fondamentale la proattività, porsi sempre in prima persona, andando a cercare le cose che ci mancano, le persone con cui dobbiamo parlare, senza aspettare che tutto avvenga da sé, ma prendendo sempre l’iniziativa e addossandosi la responsabilità di cercare e ottenere ciò di cui si ha bisogno; la terza è la voglia di mettersi in gioco, in quanto essere imprenditore e fare startup vuol dire spesso subire critiche, avere insuccessi e essere pronti al fallimento. Infatti, fare startup porta come naturale conseguenza un’alta probabilità di attraversare momenti negativi, che bisogna però saper affrontare con lo spirito giusto e considerare come momenti di crescita.

Hai tre consigli da dare a un giovane imprenditore che vuole avviare un’attività?

Innanzitutto essere pronti ad affrontare il fallimento, dunque avere la capacità di non mollare ma al contrario cercare di sfruttare le difficoltà come un momento di crescita; è importantissimo poi trovare i partner giusti, con i quali ci sia un rapporto di fiducia e che siano il più possibile complementari a noi stessi: da soli, si sa, non si va da nessuna parte, c’è bisogno di soci affidabili che siano sempre pronti a condividere rischi e opportunità che la startup può fornire; infine è fondamentale avere bene in mente quale sia il mercato di riferimento e avere un modello di remunerazione già strutturato: nel momento in cui si va sul mercato bisogna avere sapere chi si va a colpire e il modo in cui si dovrà guadagnare.

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