futuro del delivery

Il futuro del delivery

Quali prospettive per il delivery? Vedremo droni volare per consegnarci il pranzo?

Il mercato del delivery ha registrato un’esplosione negli ultimi anni e di questo il driver principale è stata la grande crescita dell’e-commerce. La predisposizione degli ordini via internet ha modificato la supply chain: sempre di più le aziende entrano in contatto diretto con il consumatore finale, e lo fanno attraverso i servizi di spedizione al dettaglio, tanto che si è iniziato a parlare di X2C, anything to consumer, espressione con cui si intende l’espansione del concetto di consegna oltre il semplice pacchetto delle poste a potenzialmente qualsiasi tipo di oggetto.

McKinsey stima oggi il costo globale dei servizi di consegna di 70 miliardi di euro, destinato ad aumentare seguendo il trend di forte crescita registrata finora. A questa crescita si accompagna anche un aumento del potere dei consumatori, che hanno grandi possibilità di scelta e bassi costi di transizione.

La battaglia si gioca quindi “sull’ultimo miglio”, cioè sul raggiungimento del consumatore al dettaglio, cercando di offrire massima velocità, comodità e flessibilità del servizio: si prevede infatti che saranno nuove tecnologie a portare a termine questa sfida e le sperimentazioni sull’uso di droni per operare questo servizio sono già state messe in atto da varie aziende.

Nel dicembre 2016 Amazon ha testato con successo il servizio PrimeAir: si è trattato di una consegna attuata mediante un drone, che è decollato dal magazzino, ha trasportato il pacchetto e lo ha depositato per terra, su un tappeto di fronte alla casa del destinatario. Il drone di Amazon è stato presentato al pubblico per la prima volta a marzo presso la fiera South by Southwest di Austin, Texas, ma questa consegna non è stata l’unica. Anche UPS ha condotto, lo scorso febbraio, dei test di consegna mediante drone lanciato da un veicolo: l’utilizzo di droni con lo scopo di consegna è già stato messo in atto per consegnare vaccini e medicinali oppure sangue in zone dell’Africa. In ambito commerciale, questo servizio permetterebbe non solo di accorciare i tempi di consegna, ma anche di ridurre le emissioni dei veicoli.

PwC stima il totale dei servizi prestabili da droni sia di 127 miliardi. Tuttavia, i problemi legati alla loro implementazione non sono pochi, sia dal punto di vista legale che da quello della sicurezza. I test di Amazon sono stati condotti in Inghilterra, dove è permesso il volo cosiddetto BVLOS, “beyond visual line of sight”, cioè al di fuori del raggio visuale del pilota, mentre in Italia, come in molti altri paesi in Europa e nel mondo, questo è vietato. Quello che Amazon immagina sono delle vere e proprie corsie di volo per droni, cosa che impatterebbe anche visivamente il panorama delle nostre città. Gli attuali regolamenti italiani non sono chiari in materia di uso intensivo di droni, che avverrebbe nel caso del delivery, ma è certo che ci sia molta strada da fare. A livello europeo è invece attivo il SESAR, programma revisione dello spazio aereo europeo, in vista della creazione di un cielo unico, e di gestione del traffico aereo.

Vi sono invece altre nuove tecnologie che, piantate sulla terraferma, potrebbero avere un ingresso nel mercato più celere: stiamo parlando degli AGV, “automated guided vehicles”, che, secondo una stima di McKinsey, effettueranno l’80% delle consegne in futuro. Si tratta di veicoli elettrici, di dimensioni ridotte, progettati per muoversi sui marciapiedi in modo autonomo grazie a sensori telecamere. Alcuni, come Gita e Kilo di Piaggio sono ideati per accompagnare le persone. Altri, come quelli prodotti da Starship, sono comandati mediante GPS. Questi ultimi sono già attivi sia in Germania che nei Paesi Bassi nella consegna di Domino’s Pizza.

Di nuove tecnologie già attive troviamo anche il car trunk delivery, ovvero la consegna direttamente nel bagagliaio della macchina da parte di un corriere mediante una chiave elettronica monouso: la comodità è indubbia, perché elimina il problema del mancato recapito per assenza del destinatario. Questo servizio è offerto da Volvo in Svezia, Norvegia e Svizzera, ma Amazon ha svolto progetti pilota in collaborazione con Audi e DHL per offrire un servizio analogo.

In attesa di uno sbarco in Italia di queste nuove tecnologie, di certo sappiamo che il futuro del delivery sarà ricco di novità.

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