Jobbershot.com, una piattaforma di ricerca online in cui è il cliente a fissare il prezzo

JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui ogni settimana sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. La campagna si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli e di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo. Molti di questi “young entrepreneur” hanno partecipato all’omonimo evento, tenutosi il 5 maggio 2014 all’Università Bocconi e organizzato da JEME, che aveva l’obiettivo di mettere in contatto i più importanti attori di questo settore, come startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT.

Ecco l’esperienza di Filippo e Alberto, che hanno avviato il progetto Jobbershot, un’interessante piattaforma per la ricerca online di fotografi e videomaker.

Avete partecipato all’evento Young Entrepreneurs? Come vi è sembrato? È stato utile? Secondo voi è stato organizzato adeguatamente, considerato lo scopo che si prefiggeva?

A&F: è stato il primo evento sul tema dell’imprenditoria giovanile a cui abbiamo partecipato da quando è nata l’iniziativa “Jobbershot” e lo abbiamo trovato davvero molto utile. I relatori hanno affrontato tematiche molto interessanti soprattutto per chi, come noi, iniziando da zero, ha la necessità di fare tesoro di quanti più consigli possibili per poter allargare i propri confini e prospettive.

L’organizzazione a noi è piaciuta molto ed in particolare vorremmo sottolineare come l’aspetto della comunicazione sia stato degno di particolare plauso. I canali sfruttati in questo senso sono stati infatti quelli giusti. Ci è piaciuta in particolare l’idea del coupon in collaborazione con Uber, dato che ha permesso a molti partecipanti di raggiungere più agevolmente la location. Infine non possiamo dimenticare i ragazzi dell’associazione presenti all’evento. Il loro modo di accogliere gli invitati e intrattenerli dopo l’evento è stato di livello e adeguato alla situazione .

In definitiva, siamo davvero rimasti positivamente colpiti da come l’evento sia stato strutturato e gestito.

Chi avete incontrato all’evento? Pensate che sia stata una buona opportunità per instaurare rapporti e collaborazioni?

A&F: abbiamo avuto l’opportunità di parlare con molti nostri colleghi startupper, anche se spesso si è trattato di fugaci scambi di battute. Diremmo che sono stati comunque importanti per poter raccogliere molti feedback, osservazioni e pareri che abbiamo ritenuto molto utili per il futuro della nostra startup. In conclusione abbiamo avuto modo di discutere con un fondo di venture capital, “Blackwolf”, il quale si è subito dichiarato molto interessato al progetto. Ha citato l’esempio di un suo collega che investe molte risorse nella fotografia, e abbiamo così avuto occasione di ottenere i contatti di questo altro potenziale investitore nella nostra idea. Per ora abbiamo deciso di attendere prima di ricontattarlo, poiché all’epoca tutto ciò che avevamo era un’idea senza una solida base per poterci presentare a lui. Programmiamo comunque in futuro di cercare di sfruttare al massimo anche questa occasione creatasi durante l’evento.

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Come avete avuto l’idea della vostra startup? Cosa/Chi vi ha spinto a proseguirla?

F: il progetto è nato da un’idea di Alberto Guidotti, e tutto è nato dalle sue esperienze passate, poiché spesso si è trovato ad avere bisogno di fotografi e video-maker senza però mai riuscire a reperire ed ottenere in tempi ragionevoli, ed in maniera semplice e chiara, informazioni e prezzi. Dopo avere abbozzato l’idea, mi ha chiesto di partecipare. Mi occupo di fotografia e comunicazione, quindi le mie competenze erano complementari alle sue utili per sviluppare l’idea embrionale. Sono stato da subito entusiasta, e abbiamo quindi deciso di lanciarci assieme in questa avventura. Nessuna spinta esterna ci ha influenzato, quindi sin dall’inizio ci siamo “sobbarcati” tutti i vari impegni annessi a questa iniziativa, determinati come eravamo nel voler raggiungere qualcosa di importante che potesse premiare i nostri sforzi. Alberto ha iniziato a rendermi partecipe di questa idea circa un anno fa.

A: abbiamo a quel punto coinvolto un “web-designer” con competenze di programmatore, avendo noi bisogno di supporto dal punto di vista dello sviluppo informatico. Poco dopo ci si è resi conto che con un numero così esiguo non si sarebbe andati molto lontano. Si è quindi successivamente scelto di coinvolgere un ingegnere informatico. Forti di queste nuove aggiunte siamo riusciti a formare un team completo. Io personalmente sto studiando economia (mi sto per laureare) e quindi mi occupo della parte economica della piattaforma. In futuro sicuramente sarà necessario un ampliamento, ma per ora questa organizzazione sembra adattarsi a noi in maniera ottimale. La forza di questo nostro progetto è rappresentata da un’inversione di ruoli: non sono più i clienti che vanno a cercare il fotografo, bensì questi ultimi ad iscriversi ed elencare i loro servizi nella piattaforma, al fine proprio di ricercare i clienti e semplificare il processo di contatto.

Quale bisogno dei clienti cerchi di soddisfare con la tua attività?

A&F: “Jobbershot” nasce prefiggendosi lo scopo di facilitare la ricerca da parte dei clienti di fotografi e video-maker, spesso altrimenti difficili da raggiungere o con prezzi troppo elevati, spesso a causa dei costi ingenti che loro stessi devono sostenere. Il nostro sogno è quello di offrire prezzi competitivi a persone altrimenti scoraggiate od intimorite dall’esplorare questo mercato, dato che al momento risulta essere per loro difficilmente accessibile. La ricerca dei fotografi avverrà per lo meno in una prima fase attraverso i social network. Solo da poco abbiamo iniziato a gettare le basi della nostra piattaforma, investendo principalmente il nostro tempo, quindi questo canale è al momento la migliore opzione, sia dal lato dell’economicità che dal buon livello di ritorni che è in grado di garantire.

Quali sono state le 3 fasi fondamentali che dall’idea hanno condotto al lancio?

F: Alberto ha già avuto un’esperienza basata sull’imprenditoria nel settore del vestiario ed inoltre sta al momento facendo la tesi proprio sul business model online. Ha quindi avuto modo di conoscere il mercato di riferimento, e quindi aveva la consapevolezza che avrebbe potuto portare ad un elevato ritorno economico partendo da un basso investimento iniziale. Partendo da questa idea, il team è stato quindi formato da persone che avevano avuto almeno un’altra esperienza negativa in passato con le startup, e quindi sono stati in grado di valutare adeguatamente la strada migliore da percorrere.

Quali sono i traguardi più importanti che avete raggiunto? E quali puntate a raggiungere?

A&F: abbiamo lanciato il sito domenica 12 ottobre facendo pubblicità nei gruppi di fotografi presenti nei social network. Il risultato è stato di quasi 400 iscrizioni in tutta Italia nell’arco di una settimana. Abbiamo sorpassato i confini della nostra città, Bergamo: infatti il 60% dei nostri iscritti opera al Sud, 20% nel Centro e il 20% al Nord. Ci siamo in seguito fermati per qualche giorno al fine di trasferire il materiale in un server più potente dato che erano stati riscontrati alcuni problemi informatici per molte delle persone registrate. Al momento abbiamo raggiunto i 14 annunci senza fare pubblicità tra gli utenti nel giro di 5 giorni. Questo è stato possibile anche grazie a ” Start-gap”, una competizione tra alcune startup dell’ Università di Bergamo.

Il traguardo che ci siamo posti è di almeno 2000 fotografi in tutta Italia ed avere almeno 200 annunci attivi entro fine dicembre. Stiamo anche cercando di instaurare collaborazioni stabili con corsi di formazione dedicati ai fotografi. Inizialmente, il ricavato di questi corsi verrà reinvestito in pubblicità, contando di tagliare attorno alla metà del prossimo anno il traguardo dei 10000 fotografi registrati e 2000 annunci attivi. Riteniamo infatti che solo con un volume tale il nostro business model potrà risultare funzionale.

Per quanto riguarda l’aspetto remunerativo, fino a dicembre ci baseremo sulle partnership, l’organizzazione di corsi di formazione e la vendita di spazi pubblicitari sul sito. Al momento, nella nostra piattaforma il cliente fa un annuncio e i fotografi della zona vengono avvisati tramite email, e a quel punto possono candidarsi presentando una loro offerta. Non sarà però per loro possibile superare il tetto massimo di prezzo stabilito dal cliente. Per ora le candidature resteranno gratuite, al fine di permettere alla piattaforma di espandersi nella fase di rodaggio. Da gennaio è in programma l’implementazione di un servizio “Premium”, per cui sarà richiesto un pagamento per ogni candidatura, oppure mensile in base ad un limite prefissato di candidature che si potranno fare in contemporanea. Con il passare del tempo, si voleva anche trovare il modo di dare degli spazi di visibilità ai singoli fotografi: una sorta di “LinkedIn” dedicato, in cui potranno pubblicare esempi di loro album e foto a testimonianza del loro lavoro. Sarà possibile anche inserire informazioni dettagliate, come ad esempio il campo di specializzazione. Questa idea è giunta dal momento che, ad oggi, una piattaforma simile non è ancora disponibile, e quindi i fotografi si vedono costretti ad un utilizzo, piuttosto limitativo peraltro, di Facebook, di un loro sito personale o di altri portali dove però non è possibile mettere opportunamente in evidenza informazioni personali ed esempi del proprio lavoro. Partendo anche da queste considerazioni, si ipotizza di inserire nel servizio “Premium”, una estensione delle informazioni riportabili e del numero di album che si possono caricare.

Quali sono le 3 cose che uno startupper deve assolutamente avere?

A&F: prima cosa, la determinazione a non lasciarsi abbattere dalle tante difficoltà che si incontreranno durante il percorso. Seconda cosa, il coraggio: in Italia fallire vuol spesso dire essere dei perdenti e quindi, se si è pronti a “metterci la faccia”, questa caratteristica è essenziale. Da ultimo, si deve necessariamente avere un gruppo valido al proprio fianco su cui poter contare.

Avete 3 consigli da dare ad un giovane imprenditore che vuole avviare un’attività?

A&F: prima cosa, avere le spalle coperte, ossia un lavoro sicuro da poter affiancare almeno inizialmente all’attività imprenditoriale. La percentuale di fallimenti all’inizio è infatti molto elevata e quindi lanciarsi nel progetto abbandonando magari un precedente impiego è un approccio che si sentiamo di sconsigliare fortemente. Secondo: non smettere mai di crederci e non fermarsi ai primi “no” che si ricevono; si deve essere determinati ad andare avanti per la propria strada. Terzo: non porsi limiti temporali. L’importante è tenere presente che ogni minuto dedicato all’iniziativa rappresenta un passo avanti verso la sua realizzazione e successo.

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