Phame

JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui periodicamente sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. L’iniziativa nasce dall’omonimo evento realizzato da JEME a maggio 2014, che ha riunito oltre 40 startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT. Negli anni, JEME ha continuato a concentrarsi sul tema dell’imprenditorialità, collaborando con incubatori e imprenditori italiani su progetti, eventi e occasioni di confronto. 

Tramite questa campagna, JEME si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli e di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo. Marco Castello e Niccolò Bienati sono i nostri young entrepreneur del mese. Marco e Niccolò sono nel team di Phame, startup che consente di capire quanto ognuno di noi è “famoso” sui social. 

Phame, quanto sei famoso sui social?

  1. Raccontaci la tua idea di business, come è nata, cosa e chi ti ha spinto a seguirla?

 

Come sempre, l’idea ci è venuta quasi per caso: era un pomeriggio di febbraio e stavo ascoltando una canzone dei Negrita e mi sono chiesto: “Ma questi nel mondo chi li conosce? Loro stessi non vorrebbero sapere quanto sono famosi?”

Da qui l’ovvio passaggio: “E io quanto sono famoso?”

 

  1. Cos’è Phame e come funziona?

 

PHAME è un progetto, prima ancora di una App, nato per valutare la popolarità delle persone sul web.

 

Capire la popolarità di una persona è qualcosa di complicato e il metodo più “facile” per iniziare è sicuramente limitarsi all’analisi dei social network.

Per calcolare la popolarità di una persona analizziamo quello che l’utente pubblica sul social network di riferimento, per ora lavoriamo solo su Facebook, presto implementeremo Instagram e altri social, e diamo a questo contenuto un punteggio.

Il punteggio viene calcolato con un algoritmo molto semplice, tenendo conto del numero di like e commenti ricevuti dal singolo contenuto e della media storica dell’utente.

Al momento teniamo conto solo delle fotografie che l’utente condivide, che sono quello che va di più oggi sui social, poi implementeremo anche i post o video che vengono condivisi.

 

  1. Qual è il vostro utente target di riferimento?

 

PHAME è adatto a tutti quelli che amano caricare fotografie, che non vedono l’ora di caricare una foto e vedere quanti Like riceve, e chi ama competere con gli amici.

In realtà, il concetto di PHAME si applica facilmente a ogni persona che ha un profilo su un social network. Io, ad esempio, non sono uno che carica molte foto o scrive post su FaceBook, ma appena sia io che Niccolò abbiamo provato la versione di prova, non vedevo l’ora di trovare un bel soggetto da fotografare per condividerlo e superarlo.

 

  1. Cosa differenzia la vostra App dai competitors?

 

Ci sono due o tre competitor ma nessuno fa quello che facciamo noi. Noi siamo un social network e allo stesso tempo non lo siamo: aggreghiamo i contenuti e li riproponiamo con un layout originale; inoltre per ogni utente facciamo vedere le sue 15 foto più popolari di sempre. Infine, abbiamo una classifica dove l’utente può confrontarsi con i suoi amici o gli altri utenti nel mondo.

 

  1. Quali sono state le fasi essenziali dello sviluppo dell’idea e come sta evolvendo la vostra attività?

 

Ormai sono due anni da quando abbiamo avuto l’idea, anni in cui vari collaboratori sono entrati e usciti, le idee si sono modificate e trasformate. Ora il team è finalmente stabile ed efficiente: oltre a me e Niccolò ci sono 3 sviluppatori, di cui uno vive a Berlino.

L’app è in una fase di testing avanzato, stiamo sistemando gli ultimi bug e a breve saremo pronti a rilasciarla ufficialmente su App Store e Google Play.

Naturalmente abbiamo sogni e speranze, crediamo nel nostro progetto, ma sappiamo che non sarà facile conquistare la fiducia e il cuore degli utenti. Comunque vada però, stiamo imparando molto e ci stiamo divertendo, e questa è la cosa più importante.

 

  1. Quali difficoltà state incontrando?

 

Beh, in primis abbiamo avuto molta difficoltà nel trovare le persone giuste: tanti ragazzi dopo poco tempo sono scomparsi e più di una volta noi due ci siamo dovuti improvvisare grafici o informatici. La grafica, ad esempio, l’ho pensata io creandola con photoshop, software che prima di PHAME conoscevo solo per nome.

Poi abbiamo problemi con Facebook che è una piattaforma con cui lavorare non è facile, ci sono molti permessi da chiedere e procedure da seguire…

 

  1. Quale ritieni sia il punto di forza dell’attività? E come riuscite a generare profitti?

 

Per un progetto come il nostro non è facile definire un business plan come si deve, abbiamo in mente qualche forma di monetizzazione che sono per lo più sponsorizzazione di brand o attività. Siamo più interessati a conquistare utenti, facendo un prodotto bello e che funzioni: pensiamo a Facebook o Snapchat, una volta che si ha una base utenti solida il modo di generare utile si trova. Facciamo finta che anche Twitter ce l’abbia fatta.

 

Per venire alla seconda domanda, il nostro punto di forza: gli utenti. La loro passione e smania per caricare contenuti sui social e per ottenere like e follower è quello che dà essenza a PHAME.

Naturalmente il progetto non finisce qui, da qui parte e si sviluppa: come dicevo, abbiamo un percorso molto chiaro in testa e speriamo di riuscire a realizzarlo.

 

  1. Quali caratteristiche ritieni debba avere uno startupper?

 

Non penso ci sia un prototipo di startupper, un insieme di caratteristiche che ti definiscano tale. Penso che ogni imprenditore sia diverso, dotato di caratteristiche e peculiarità che sono fondamentali per portare avanti il proprio progetto. Certo, ci vogliono coraggio e ambizione, ma questo vale per ogni cosa nella vita.

Ecco, se mi sento di dover trovare un elemento di fondo comune, riscontrato anche in altri giovani imprenditori, è la capacità di sapersi adattare alle diverse situazioni e problemi (che sorgono in continuazione ahimé), di saper modificare il proprio percorso, non sempre tutto va come immaginato, mantenendo però sempre saldo l’obiettivo e l’idea a cui tendere.

 

  1. Qual è la tua soddisfazione più grande?

 

La più grande soddisfazione ad oggi è stata la prima release di PHAME. Poter toccare con mano il risultato di mesi di lavoro, di idee e di progetti è qualcosa di impagabile. In generale ogni nuova versione, seppur con cambiamenti marginali o risoluzione di alcuni bug è una grande soddisfazione, man mano che si va avanti si vedono tutti i tasselli del puzzle andare al loro posto per formare quella che sarà poi la versione finale.

 

 

  1. Un consiglio per un potenziale nuovo imprenditore?

 

Parlare e buttarsi. Abbiamo passato un sacco di tempo a tenere per noi le idee, spaventati che qualcuno potesse “rubarcele” o per paura di ricevere critiche. Non c’è niente di più utile che confrontarsi con le persone, chiedere consigli e pareri, per potere avere una visione ed un approccio out of the box. Spesso ci è capitato di trovare soluzioni a problemi su cui abbiamo passato mesi grazie ad un consiglio o ad un approccio esterno. Inoltre consiglio di non limitarsi ai propri amici o parenti, ma anche a professionisti o esperti del settore, che sappiano fare a pezzi (in modo costruttivo) la propria idea. Quindi parlare sì, ma anche passare ai fatti. Dopo aver scritto, ragionato, fatto previsioni e fantasticato, siamo arrivati ad un punto, dopo circa un anno, in cui ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso che per capire veramente se l’idea fosse valida o meno era il caso di iniziare a svilupparla.

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